Cade un muro di discriminazione nel settore del lavoro domestico. Il Tribunale di Pavia, con una sentenza destinata a fare scuola, ha riconosciuto il diritto alla NASpI per una collaboratrice domestica che si era dimessa entro il primo anno di vita della figlia.

Nonostante l'opposizione dell'INPS, che escludeva la categoria dalle tutele previste per la generalità delle lavoratrici madri, il giudice ha stabilito che non possono esistere "lavoratrici di serie B".

Una vittoria ottenuta grazie alla battaglia legale dell'INCA CGIL, che ribadisce un principio fondamentale: la maternità va tutelata senza distinzioni di contratto o settore.
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Foto di Bethany Beck su Unsplash

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