La multinazionale farmaceutica israeliana Teva ha annunciato una procedura di licenziamento collettivo che colpirà il 20% della forza lavoro nei siti italiani di Rho, Caronno, Santhià e Villanterio — quest'ultimo destinato alla chiusura definitiva.

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil denunciano che non si tratta di crisi economica, ma di un "cinico calcolo finanziario": la divisione Tapi gode di ottima salute, il fatturato è cresciuto nel 2025 e gli utili sono positivi. L'obiettivo reale sarebbe preparare la divisione alla vendita, riducendone artificialmente la redditività.

I sindacati hanno proclamato stato di agitazione, sospensione delle collaborazioni e sciopero degli straordinari.

Leggi l'analisi completa sulla strategia di Teva e le rivendicazioni delle organizzazioni sindacali per salvaguardare il patrimonio occupazionale italiano:

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