Il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature globali non sono più un'emergenza passeggera, ma una minaccia strutturale alla salute e alla sicurezza di chi lavora.

I dati meteo del mese di maggio confermano una tendenza irreversibile, con previsioni di picchi anomali per tutta l'estate che renderanno i capannoni industriali roventi e i compiti all'aperto impraticabili. In questo scenario, l'esposizione prolungata all'afa si trasforma in un grave fattore di rischio per la salute psicofisica di lavoratrici e lavoratori, aumentando la probabilità di colpi di calore e infortuni.

Di fronte a questo scenario, alcune regioni hanno già attivato ordinanze per bloccare le attività nei momenti più caldi, basandosi sulle rilevazioni della piattaforma Worklimate. Tuttavia, la forte disparità territoriale nell'applicazione di queste tutele lascia ancora troppe persone prive di protezione. Diventa quindi urgente superare la logica dell'emergenza stagionale per introdurre misure strutturali e uniformi a livello nazionale, garantendo la salute e la dignità di ogni persona lavoratrice rispetto a una crisi climatica sempre più oppressiva.

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