Una caduta durante una consegna, una frattura al piede, trenta giorni di prognosi. E poi la scelta di non subire in silenzio: grazie all'assistenza di Nidil Cgil e del Patronato Inca, un rider di 38 anni residente a Porto Recanati ha ottenuto il riconoscimento dell'infortunio sul lavoro da parte dell'Inail, con la relativa indennità economica per il periodo di stop forzato.
Uno dei primi casi di questo tipo in Italia, in un settore dove il diritto alla tutela assicurativa esiste ma resta ancora largamente sconosciuto a chi ne avrebbe bisogno. Il caso mette in luce una realtà preoccupante: tra il 2021 e il 2023 sono stati denunciati oltre 1.300 infortuni nel food delivery, ma il numero reale è probabilmente molto più alto. Lavoratori giovani, spesso stranieri, poco informati sulle procedure italiane, rinunciano frequentemente a far valere un diritto che pure spetta loro. L'intervento tempestivo del sindacato, in questo caso, ha fatto la differenza concreta, dimostrando quanto sia importante non affrontare da soli il percorso della denuncia.
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