Una notizia attesa da tante persone che sono andate in pensione con quota 100. Con la sentenza n. 26864, pubblicata il 14 ottobre 2026, la Corte di cassazione ha cambiato orientamento: chi ha percepito redditi da lavoro non cumulabili non perde più la pensione per tutto l'anno solare. Dalla pensione si toglie una somma pari a quanto si è guadagnato lavorando.
Fino a oggi l'Inps sospendeva l'assegno per l'intero anno, qualunque fosse l'importo guadagnato, e c'è chi si è visto chiedere decine di migliaia di euro per pochi giorni di lavoro. Ora, dice la Corte, il reddito da lavoro diventa "neutro": non si guadagna di più, ma nemmeno si perde più di quanto incassato.
Attenzione però: il divieto di cumulo resta valido fino alla pensione di vecchiaia, e la sentenza non annulla in automatico le richieste di restituzione già arrivate. Ogni situazione va esaminata. Se hai ricevuto una richiesta dall'Inps, vieni in una sede INCA del Piemonte con le comunicazioni ricevute e i documenti sul lavoro svolto.
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